Benvenuti cari amici, sono lieto di accogliervi nel mio mondo!

Per prima cosa mi presento. Il mio nome è Fabio Ometo e sono uno chef di  professione. Non amo molto parlare di me, però credo sia giusto che voi mi conosciate. Sono nato nel 1976 a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, in una famiglia calda ed accogliente.

Tanto amore e calore la ricetta con i quali papà operaio e mamma casalinga mi hanno cresciuto. Gli ingredienti principali? Onestà, spirito d’iniziativa e coraggio. Tre componenti fondamentali che mi hanno reso la persona che sono oggi, in tutti i campi della mia vita.

Sono molti anni che opero come chef nel settore del catering e del banqueting e dal 2004 oramai, che mi dedico con dedizione e professionalità anche all’insegnamento, essendo docente presso l’ISIS Isabella D’Este Caracciolo. Però voglio fare un passo indietro e svelarvi come è nato il mio primo grande amore: la cucina!

Amore a prima vista
Dopo la licenza media, cresceva forte dentro di me il desiderio d’iscrivermi presso l’istituto alberghiero di Vico Equense, l’ IPSARF. De Gennaro. Ammaliato dalla divisa da cuoco, il mio obiettivo era quello di indossarla ed onorarla al più presto.  I miei genitori però, non erano dello stesso avviso. Avrei dovuto seguirei le orme di mio fratello, frequentando l’istituto tecnico industriale: la scuola era poco distante da casa e bravo come ero, non avrei avuto alcuna difficoltà, mi dicevano! Pochi mesi dopo però, ebbi la conferma che quel percorso non poteva essere il mio: materie troppo fredde e  lontane dal mio spirito creativo, dalla mia fantasia, che intanto scalpitava per emergere. Così, cotto a puntino, con coraggio e grinta decisi di dare un forte segnale ai miei genitori.

Quella scuola non avrebbe mai potuto soddisfare la mia esigenza di nutrirmi di sapori, odori e consistenze. Scappai di casa, certo della mia passione, che non mi avrebbe deluso. Sicuramente Vico Equense era lontano, un’ora distante da casa; la sveglia al mattino sarebbe suonata all’alba! Ma se tutto questo rappresentava il prezzo da pagare per il coronamento del mio sogno, allora sarei stato disposto a tutto. Finalmente dopo un lungo calvario burocratico, misi piede in quella scuola, cosi caratteristica, situata a picco sul mare. Mi sembra ancora di ricordare l’emozione che provai. In quel momento mi sentiiveramente appagato. Quello fu il chiaro segnale che il cuore non mentiva, nella ristorazione avrei trovato il mio destino.

I miei grandi esempi  furono  Antonino Cannavacciuolo  e Gennaro Esposito, di qualche anno più grandi e ora rinomati chef. Gli insegnanti riconobbero  in me un talento  e il 1991 fu l’anno della svolta. Cominciai la mia prima esperienza lavorativa sotto la guida dello chef Salvatore Marrone in arte Cix,  tra pietanze fatte di frutti di mare, molluschi, crostacei e pesci di ogni genere.  A soli 15 anni ricevetti il mio primo stipendio.

Maestri di vita
La vita mi ha dato tanto, regalandomi incontri importanti sia dal punto di vista lavorativo che personale. Il grande chef Andrea Cannavacciuolo, padre del noto Antonino, Aniello Romano, Luigi di Martino, e soprattutto Antonio Tecchia, sono solo alcuni dei  sapienti traghettatori, che mi hanno condotto con saggezza e competenza nel variegato mondo dell’arte culinaria.

Esperienze

Pur volendo con tutta la mia buona volontà non riuscirei mai a raccontarle tutte, troppe, tante e tutte bellissime, comprese le numerose esperienze televisive, la partecipazione a numerosi eventi ed ovviamente di tutte le mie collaborazioni negli anni con le numerose attività ristorative nelle quali ho operato in prima linea, cercando di mettere sempre a disposizione del cliente tutta la mia professionalità.

Fra le tante però rimarrà sicuramente indelebile EXPO 2015, grazie ai miei grandi amici Vincenzo Borrelli di Sire Ricevimenti d’Autore e Giuseppe Esposito di EP World, ho avuto l’onore di gestire un’attività ristorativa nel Padiglione Italia, forse una delle esperienze che mi ha profondamente cambiato sia dal punto di vista umano che professionale.

E poi nel mio infinito curriculum sicuramente la più simpatica, la gestione dei servizi ristorativi, con le cucine sempre capitanate da me nel Compesso NALBERO, un temporary restaurant allestito nell’albero di natale più grande del mondo nel dicembre 2016

Ed oggi

Sono felicemente sposato da 15 anni con Paola, donna eccezionale e grande compagna di viaggio, ed insieme ci godiamo il nostro cucciolo Gabriel “l’amore assoluto”.
Da quasi 3 anni ovviamente oltre a dedicarmi alla formazione dei miei allievi nell’istituto dove insegno, mi occupo di consulenze e start up per aziende ristorative.

Filosoficamente cucino
A chi mi chiede perché ho deciso questo lavoro, la risposta è sempre la stessa: ADORO MANGIARE. Mangiare è un atto straordinario, ci gratifica, ci scalda il cuore. Sempre però che si scelgano cibi sani e genuini. Non sono necessari prodotti pregiati, un piatto diventa grande se al suo interno racchiude 3 caratteristiche necessarie: tradizione, tecnica e qualità.  In cucina adoro utilizzare cibi ricchi e semplici allo stesso tempo: gambi di carciofo per zuppe e minestre,  pesce azzurro, un tempo il pesce dei poveri, che oggi si scopre economico e salutare. Pensiamo alle alici, con le loro carni sode o alla pezzogna! E poi sì a piatti profumati arricchiti di basilico, origano e finocchietto,che donano armonia e freschezza;  o  impreziositi da agrumi di Sorrento, se li si vuole rendere vivaci ed estivi.

“Dio fece il cibo, ma certo il diavolo fece i cuochi. “
James Joyce

 Chef Fabio Ometo